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CECILIA’S WORK STORY AT BOEHRINGER INGELHEIM ITALIA

Ricorda il Passato, vivi il Presente con lo sguardo rivolto al Futuro

Storia di un’Interprete e Traduttrice

Passando dall’assunzione all’inizio di una carriera disputando una

Partita di Calcio tra Senior e Junior

Back to the Past…

When I was young and beautiful

E venne un dì, quel lontano (ormai non più) 18 maggio 1987.

Una Laureata in Lingue, alla Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori di Firenze, giunse, vestita in uno sportivo tailleur, giacca e minigonna, rigorosamente blu, che l’avrebbero contraddistinta per l’intera durata del contratto, alla famigerata Boehringer Ingelheim Italia Pharma, un tempo ritenuta dalla stessa (forse all’oscuro dell’esistenza di tanta Magnitude) una Casa Editrice.

Quando i Recruiter erano chiamati per nome, in italiano, Addetti al reclutamento o all’assunzione.

E cominciò così la collaborazione: firma del Contratto, foto formato “Wanted”, e tanta, tanta gente!

Medici, Ricercatori, Informatori Scientifici del Farmaco, Direttori e Dirigenti.

Tutti diversi, tutti uniti da un unico obiettivo: collaborare a stretto contatto con i dipendenti, senza distinzione di classe, titolo e formazione.

Ognuno al proprio posto, tutti nel rispetto degli altri.

Incontro con…

Dott. XXX ndt

Accolta dal Dott. XXX (Mio primo e ultimo Direttore), dalla Signora XXX (mia Maestra e Mentore per antonomasia), nonché dalla Sig.ra XXX (alunna, a sua volta divenuta “Aiutante Maestra”.

Mi accompagnarono nel mio Ufficio – Ufficio Traduzioni, per meglio dire, ed essere in linea con la straordinaria precisione che lì la faceva da padrona.

“Non avrai altro Signore al di fuori dell’Ordine”. Quindi mi illustrarono la situazione.

Presentazione ai colleghi e ai Superiori

Le presento la Sig.na Cecilia Di Pierro, sostituisce la Sig.ra XXX, attualmente in Maternità.

E via con le presentazioni: Sig.ra XXX, Sig.na XXX, Dottor XXX e così via, uno per uno tutti i “Personaggi in cerca di un’Interprete e Traduttrice”, tutti focalizzati su un unico obiettivo comune: lavorare per il bene comune e la felicità condivisa.

Tra le mansioni: scattare, inteso come agire rapidamente, fare fotocopie, tradurre, scrivere Telex, compilare Note Spese (rinomata la mia predisposizione dare i numeri per natura), (eh già, perché, all’epoca, non c’erano i moderni strumenti di comunicazione e Intelligenza Artificiale, ma tutto era più umano e vero).

“Oh che confusione”, pensavo tra me e me. Come farò a conoscere tutti e chiamarli per nome? Rinomata la mia confusione nel chiamare le persone.

Inizio del tirocinio – Adesso si direbbe Formazione.

Primo impatto con il mondo del lavoro.

“Cecilia, ricordi che nessuno le corre dietro. Non lavora a cottimo, non è pagata per quanto produce. Imperativo categorico dell’Ufficio Marketing: ORDINE E PRECISIONE”.

Guai ad inviare una lettera con una sola, anche se minima, cancellatura. Mai usare Tipp Ex in questo Reparto, ribadiva sua Maestà Frau XXX (mia Capa).

La sua Assistente, la faranno Santa, pensavo tra me e me, seguiva con attenzione ogni passo/caduta della giovane, e “immatura” lavoratrice sul nascere.

IL MACROCOSMO DI CECILIA

L’Azienda era, per me come un infinito macrocosmo, del quale mi sentivo esclusivamente una particella infinitesimale.

INCORAGGIAMENTO E ENTUSIASMO DI FRAU XXX

“Suvvia, Come on Cecilia! Tempo 6 mesi e la vorrò vedere inserita, disinvolta, non più timida, ma spigliata, ripeteva la “Maestra”. Non sapeva, forse, che una volta sciolta, sarebbe stata un’impresa ardua fermarla.

E lezione dopo lezione, errore dopo errore…

Errare humanum est.

Ho sbagliato tanto. Ho imparato dai miei errori.

L’alunna imparava, giorno dopo giorno.

Lettere ribattute 6-7-8 volte, fogli strappati, macchina da scrivere bloccata, voci telefoniche confuse (il marito diventava il Sig. Merito), il Sig. XXX veniva ribattezzato con Sig.ra XXX.

“Buongiorno “bisbigliato…

Forse credevo di fare un’interpretazione bisbigliata (in gergo Chuchotage, ovvero a bassa voce nell’orecchio dell’Interlocutore).

Progressi: tanti, lentamente, ma inesorabilmente.

Sin prisa pero sin pausa, si direbbe in Spagnolo, vero Ana (tag)?

Fino al fatidico …

15 luglio 1987

Telex in Germania, per comunicare gli “Ankunftsdaten” (Dati di arrivo) di dottori vari.

Volo alle 12.30, ma l’aspirante “Collaboratrice” li fa arrivare all’Aeroporto alle 14.!

Però…! La matematica per lei è un’opinione, ma il volo non aspetta!

Convocazione dalla Maestra

“Cecilia, non ho parole”! Tutto fuori orario massimo e adesso dobbiamo rifare tutto daccapo.

E io, giù, come diremmo a Firenze: pianti, crisi, ma…

Only tough people go on working.

the Boss era già in my Heart and Soul, quindi non mi davo per vinta.

Devo farcela! Pensavo tra me e me e tra le lacrime, dopo una “Rospata” benevola della Maestra.

E così è stata. Ce l’ho fatta, contando esclusivamente sulle mie forze, sulle mie potenzialità, ma grazie soprattutto al calore umano che mi circondava, al rispetto per l’altro, alla perseveranza delle due Colleghe, Maestra e Assistente, e, ultimo, ma non meno importante, grazie alla calma del Direttore, altrimenti detto “Dipendente della Maestra”, perché la Lehrerin (Maestra in tedesco) era the Boss del Reparto.

Tra un errore e l’altro, tra una lacrima e un sorriso

La Maestra sapeva sempre risollevare l’umore dicendo “Oh Cecilia, nella vita bisogna saper fronteggiare gli ostacoli. La vita non è tutta rose e fiori. Ci sono tante spine, ma ci sono anche tante soddisfazioni che l’aspettano”.

  • L’Assistente, invece, meno loquace, io diversamente timida, lei effettivamente timida: “Dai, Cecilia, non te la prendere”.
  •  
  • Finchè…
  • Passo dopo passo, Step by Step direi adesso in inglese, traduzione dopo traduzione, tra la consegna di una busta e l’altra, mentre il telefono rosso squillava incessantemente, e la cornetta veniva sollevata in un alternarsi ininterrotto tra inglese, francese e tedesco, è arrivato il grande momento dell’inserimento, delle battute con i colleghi, delle ammiccate “furbine” dei Direttori e Dirigenti, del saluto e dell’incoraggiamento dell’Amministratore Delegato, tedesco, temuto da tutti, da me scambiato per un dipendente quando tutti erano in ferie.
  •  
  • Qualche mese è bastato per…
  • Conoscere tutti, tutti conoscevano me, la gente mi fermava per i corridoi, i colleghi m’invitavano a prendere un caffè, rigorosamente accompagnato da un cioccolatino Lindt, le due Maestre mi prendevano scherzosamente in giro per il Look “Dark Lady”, da Vamp, capelli svolazzanti, minigonna, rigorosamente blu o nero).
  •  
  • Caffè con…
  • “Emanuela, posso prendere un caffè con te?)
  • “Dott. XXX, modulino ferie, please. Anna: indirizzo Studio Z. Clara: Help! Carta stampane esaurita! Gabriella & Laura: una sigaretta, please! Dottor X: Buongiorno”.
  •  
  • Ed eccomi al traguardo. Scatto finale e si taglia il filo.
  • La sostituzione è giunta al termine. Scatto finale e si taglia il filo.
  •  
  • 15 aprile 1988
  • Saluti, l’Addio (speriamo Arrivederci), il “Grazie per la collaborazione e lacrime, tante lacrime.
  • Ero contenta di una cosa: avevo fatto del mio meglio per lasciare di me un buon ricordo, una buona immagine, il ricordo di una persona allegra e positivamente rumorosa, sempre pronta alla battuta e allo scherzo tra Colleghi.
  •  
  • Chi l’avrebbe mai detto?
  •  
  • Come sarebbe andata a finire la Storia di una Traduttrice e Interprete neo-assunta, senza esperienza, ma pronta a stupire con le sue “Capacità” speciali?
  • Non stupirti dell’Ordinarietà.
  • Lascia che siano gli altri a stupirsi per la Straordinarietà.
  •  
  • AUF WIEDERSEHEN ALLA PROSSIMA PUNTATA.
  • Prima: un Grazie di cuore (Vi ringrazio anticipatamente dell’attenzione e invio i miei più cordiali saluti” – Quante volte l’ho scritto nelle lettere varie?) a tutti voi per la calorosa accoglienza, la vostra simpatia e, soprattutto, la vostra straordinaria Umanità!
  •  

IL TEMPO DI UNA DECISIONE

Il tempo di un caffè più lungo…

Tra fine della Formazione e assunzione a tempo indeterminato, è passato 1 mese e quindi

Telefonata dell’Assistente del Direttore del Personale, la mia Amica Loredana.

“Cecilia lei è stata assunta”.

Inizio di una pluriennale collaborazione con l’Azienda Farmaceutica più umana che abbia mai conosciuto.

7 anni, quindi decisione di…

Intraprendere la Libera Professione

Megafesta. Colleghi, operai, centralinisti, Direttori e Amministratore Delegato, tutti indistintamente invitati alla mia Festa di Saluto.

Una festa indimenticabile.

Musica, the Boss prima Nota, Patti Smith segue a ruota, tanti tanti altri brani e cantanti.

A distanza di anni…

Non me ne sono mai pentita, tra una risata e l’altra, un pianto e una rimbrottata positiva.

ENTUSIASMO IL MIO LEITMOTIV

PASSIONE E UMANITÁ: I DUE PILASTRI.

TUTTI PER TUTTO E TUTTI

APPASSIONATAMENTE CON CECILIA

TUTTI UNITI PER VINCERE

BECAUSE…

Rember in the End

Nobody Wins

Unless Everybody Wins

(Bruce Springsteen)

Ho vinto tutto.

Ho imparato l’Arte dell’Amicizia e l’ho messa da parte per il Futuro.

Passo dopo passo sono giunta a destinazione.

Dopo tanti anni posso dire con fierezza che:

Ciò che ho fatto l’ho fatto grazie alla mia positiva testardaggine, mai ostinazione, ma sempre determinazione.

Ho vissuto l’ambiente di lavoro come una “Grande Famiglia”.

Come la E-Street Band di Bruce, dove il lavoro è visto come fratellanza e comunione di ideali, basata sulla Fiducia reciproca.

Ognuno con la propria Visione…

Perché la Visione non sia un’Illusione.

“Penso che la parte più difficile da affrontare con il passare degli anni, con l’invecchiare, sia imparare a convivere con il fatto che a questo mondo ci siano tanto dolore e tanta bellezza, uno di fianco all’altra”.

NdT

In foto: disegni di repertorio. Due vignette Vintage di un grande Amico e Collega: Enrico.

Indimenticabile Genio indiscusso dell’arte del disegno.


ndt Nomi omissis per ovvie ragioni d Privacy

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